INDAGINE EPIDEMIOLOGICA INTORNO ALLE CENTRALI NUCLEARI DI LATINA E GARIGLIANO

Il Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, con la collaborazione dell’ASL di Latina e di ARPA Lazio, ha condotto uno studio epidemiologico sullo stato di salute della popolazione residente nelle vicinanze delle centrali nucleari di Borgo Sabotino e del Garigliano. Lo studio ha interessato solo gli abitanti della Regione Lazio ed in particolare i cittadini del comune di Latina per quanto riguarda la vicinanza attorno alla centrale nucleare di Latina e quelli dei comuni di Castelforte. Santi Cosma e Damiano e, in un primo momento anche quelli del comune di Minturno, poi successivamente tolti dall’indagine.

Obiettivo

L’Obiettivo dello studio è stato quello di valutare se la residenza-vicinanza attorno alle centrali nucleari aumenti il rischio di incidenza e di mortalità per i tipi di tumori particolarmente sensibili alle radiazioni ionizzanti, cioè si è voluti indagare se fosse presente un gradiente che leghi mortalità (causa specifica) e distanza dagli impianti.

A tal fine sono stati osservati i residenti attorno alle due centrali che sono stati esposti nel periodo temporale tra il 1996-2007 e giacenti in una circonferenza con centro i rispettivi impianti nucleare e raggio 7 km. La superficie indagata a sua volta è stata suddivisa in 3 fasce di esposizione: quelli che risiedono tra 0-2 km dall’impianto nucleare; quelli che si trovano tra 2-4- km, e ultima fascia quelli tra 4-7 km. Le aree interessate sono state rispettivamente 467422 mq per la centrale di Borgo Sabotino e 100253 mq di territorio laziale per la centrale di Garigliano.

Sono stati analizzati con maggior dettaglio i tumori legati al tessuto linfoematopoietico, in particolare la leucemia, i tumori dell’encefalo, il tumore della tiroide, della mammella e il tumore polmonare. Queste sono infatti le patologie tumorali che possono essere maggiormente associati alla esposizione alle radiazioni ionizzanti.

Nelle figure sottostanti si riportano i casi di incidenza di tumori radiosensibili nella numerosità dei casi analizzati dei residenti entro 7 Km dalle centrali nucleari di Borgo Sabotino e del Garigliano

Conclusioni

Lo studio dei residenti entro i 7 km dalle centrali di Borgo Sabotino e di Garigliano ha mostrato nel complesso un quadro di mortalità che non si discosta da quello osservato nello stesso periodo nella popolazione del Lazio e anche rispetto a quella della restante parte della provincia di Latina. Quindi in conclusione lo studio non ha rilevato alterazioni importanti della mortalità e di incidenza dei tumori radiosensibili nelle aree di studio, in parole povere non si è riscontrato un’associazione tra distanza dagli impianti e le patologie tumorali  dell’apparato linfoematopoietico che sono maggiormente sensibili alle esposizioni alle radiazioni ionizzanti nè per quanto riguarda l’aumento del rischio di incidenza e neppure per quello che riguarda la  mortalità.

Osservazioni anomale.         

Per quanto riguarda la popolazione adulta, nell’intera area entro i 7 km, si è osservato un aumento di incidenza del tumore alla tiroideo nelle donne ,( il 53% in più rispetto a quanto osservato nello stesso periodo per le donne residenti nella provincia di Latina)  ma questo non è risultato in relazione con la distanza dalle centrali nucleari. Per gli uomini residenti nelle aree più immediate vicinanze alle centrali nucleari si è osservato un aumento della mortalità totale per cancro allo stomaco e per malattie cardiovascolari. Anche in questo caso non è stato riscontrato una relazione di dipendenza delle suddette patologie dalla distanza dagli impianti nucleari. Per quanto riguarda invece i bambini, la ridotta dimensione della popolazione coinvolta non ha permesso di effettuare un’analisi approfondita sullo stato di salute dei bambini delle aree di indagine.

Garigliano Campania

Per completezza riguardo alla centrale del Garigliano, va di nuovo evidenziato che l’indagine in questione non ha riguardato le popolazioni che vivono attorno all’impianto della Regione Campania. A tal fine la Provincia di Caserta, su sollecitazione di alcuni soggetti locali,  ha deciso di eseguire una campagna radiologica di misurazione dei livelli di radioattività presenti nei territori di Sessa Aurunca e San Castrese contigui al sito, prima di eseguire un analogo studio epidemiologico. A tal fine è stato sollecitato l’ARPAC, l’Agenzia regionale per il controllo dell’ambiente in Campania, che si è impegnata a dare il via all’indagine retrospettiva radiologica attorno alla centrale di Garigliano. L’Intenzione della Regione Campania è di avviare solo in un secondo momento la verifica epidemiologica tenendo in considerazione le conseguenze della conoscenza dei livelli radiologici del territorio attorno al sito.

Annunci

Informazioni su decommissioning-Garigliano

Primo ricercatore Enea
Questa voce è stata pubblicata in I MIEI ARTICOLI SULLA CENTRALE NUCLEARE DEL GARIGLIANO e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...