INDAGINI SULLA CENTRALE DEL GARIGLIANO

INTRODUZIONE

Il presente lavoro “Indagini sulla Centrale del Garigliano” ( leggi l’articolo)  nasce da una attenta lettura del libro, peraltro interessante e molto tecnico, dal titolo “Il veleno nella coda”, scritto nel 1987 da Melania Cavelli, all’indomani dell’incidente di Chernobyl. Esso si può dire ricostruisce, in modo molto dettagliato tutta la storia e le varie problematiche della centrale nucleare del Garigliano, con particolare riguardo a quelle complesse e tuttora in atto dello smantellamento (decommissioning). Infatti secondo l’autore quest’ultima fase ha ispirato il titolo del libro, appunto il veleno nella coda, poichè una volta finito l’esercizio della centrale ci si ritrova a dover smantellare un impianto che a sua volta è diventata per molta parte radioattivo e quindi di difficile rimozione. Però nel libro vengono riportate anche alcune questioni cruciali che sono state e sono ancora, motivo di inquietudine per gli abitanti che vivono attorno all’impianto. Si fa riferimento alla contaminazione da radionuclidi di origine antropica legati ai periodi di  funzionamento della centrale del Garigliano, presente attorno ai luoghi dell’impianto ed in particolare nella zona del golfo di Gaeta che secondo alcuni soggetti sarebbe stato molto superiore al dovuto. E’ chiaro che alcune conclusioni non mi trovano molto d’accordo specialmente alla luce delle attuali conoscenze che si hanno oggi. Ma per la chiarezza per come sono stati affrontati questioni ed argomenti così complessi e fondamentali, anche se sono passati molti anni, ciò rende molto attuale e piacevole la lettura del testo. Detto ciò c’è da dire che qualsiasi argomento che ha qualche attinenza con la centrale del Garigliano è sempre seguito con particolare attenzione dalle molte persone del luogo. Specialmente in questi ultimi tempi in cui le attività di smantellamento dell’impianto richiedono azioni che impattano anche in modo evidente sul luogo attorno all’impianto. Non ultimo la costruzione del Deposito D1, struttura destinata ad ospitare, in modo formale, i rifiuti radioattivi presenti sul sito della centrale nucleare. E infine è stato costituito anche il Tavolo Della Trasparenza, strumento concertativo  tra le varie parti, al fine di monitorare l’operato della Sogin nelle attività di decommissioning da parte di soggetti territoriali locali, come le amministrazioni locali, associazioni ambientalistiche e sociali, così come previsto dall’Art. 22 del  D.Lgs 31/2010. Però ho notato che chi segue le vicende della centrale del Garigliano l’interesse sul tema è spesso accompagnato da un senso di inquietudine, angoscia ed anche di sospetto verso l’operato della Sogin, società incaricata ad eseguire le operazioni di decommissioning. Probabilmente un tale approccio risente anche delle complessità oggettive del problema, ma secondo me ci sono altre cause alla base, di cui una di queste è senza dubbio la mancanza di informazioni e conoscenze per un approccio giusto alle tematiche fondamentali del problema. Questo disagio o senso di impotenza viene accresciuto anche dalla difficoltà oggettiva ad accedere alla poca documentazione ufficiale esistente che per la maggioranza è sconosciuta oppure di non facile lettura. Allora tenendo in considerazione tutte queste questioni, il presente lavoro si è preso come obiettivo quello di raccogliere il materiale ufficiale ed accreditato esistente sull’argomento e di renderlo più accessibile ed anche quando è possibile facilitarne la lettura. A tal fine il materiale raccolto (articoli e pubblicazioni scientifiche, rapporto tecnici ecc..) viene esposto e presentato in modo semplificato e più leggibile anche per un lettore non esperto in materia. Quindi con la speranza di non aver male interpretato gli argomenti trattati si è cercato di analizzare tutte le varie indagini e/o studi che hanno riguardato la centrale nucleare del Garigliano con particolare riguardo alle indagini epidemiologiche e a quelle radioecologiche. Nel primo caso sono stati analizzati i risultati principali dell’unica indagine epidemiologica effettuata finora in Italia che ha riguardato lo stato di salute delle popolazioni che vivono attorno ad un impianto nucleare. Ci si riferisce in particolare allo studio epidemiologico condotto dalla Regione Lazio, dal Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio con la collaborazione dell’ASL di Latina e di ARPA Lazio, con riferimento alle Centrali nucleari di Latina e del Garigliano. Un accenno è stato fatto al documento scritto dal Prof. A. Petteruti, dal titolo “La mostruosità nucleare. indagine sulla centrale del Garigliano”; uno studio sui casi di teratologia di vitelli nati tra il 1979 e il 1980, nei pressi della centrale del Garigliano. Altro documento indagine riportato nel lavoro è quello scritto dall’ Avvocato Carlo Marcantonio Tibaldi, figura di spicco del movimento ambientalista locale, scomparso nel 2007, dal titolo “L’inquinamento da Radionuclidi nelle Acque del Lazio meridionale”. Per quanto riguarda le indagini radioecologiche sempre relative alla centrale del Garigliano, sono stati presentati i risultati salienti della Campagna Straordinaria Radioecologica di Controllo del Territorio effettata dell’ENEA-DISP, durante il periodo settembre-ottobre 1980. Le due campagne straordinarie relative alla convenzione stipulata trala Sogin ela DSA-SUN (Dipartimento di Scienze Ambientali Seconda Università di Napoli). La prima si riferisce al 2002 e la seconda è quella relativa al periodo 2008-2009. In quest’ultima sono state citate anche le misure innovative ultrasensibili di contaminazione al suolo di uranio e plutonio. Di particolare interesse sono pure le indagini che riguardano la valutazione del sistema fluviale e di quello marino costiero ai fini della distribuzione dei radionuclidi come il 137Cs il 60Co e del 239Pu, specialmente per quanto riguarda il Golfo di Gaeta. A tal fine sono da citare il lavoro  di A. Brondi, O. Ferretti, e C. Papucci. dal titolo “Influenza dei Fattori Geomorfologici sulla distribuzione dei Radionuclidi. Un esempio: Dal M. Circeo al Volturno.”. Atti del Convegno italo-francese di radioprotezione. Firenze, 30 Maggio – 1 Giugno 1983, e quello di R. Delfanti e C. Papucci “Distribuzione del 239Pu, 240Pu e del 137Cs nei sedimenti del Golfo di Gaeta: osservazioni sui meccanismi di accumulo e sulle velocità di sedimentazione” ENEA –Pas, Santa Teresa. Non a caso questi ultimi articoli sono quelli che con molta inquietudine vengono spesso citati, su internet, da vari soggetti locali. Nel primo documento, ritroviamo la citazione relativa all’inquinamento da 137Cs, ”le attività del Cesio137, nei primi due centimetri dei fondali antistanti il golfo di Gaeta, nelle aree di maggiore concentrazione, corrispondono a 7millicurie/kmq (259MBq/kmq)”. Nel secondo rapporto si commenta l’inquinamento da plutonio “ Nella figura allegata sono riportati gli inventari del 239,240Pu nei sedimenti, che decrescono all’aumentare della batimetrica (…). Inventari particolarmente elevati (da 2 a 4 volte le deposizioni da fallout, pari a 81 Bq/mq a queste latitudini), sono stati rilevati nell’area fra le batimetriche di 30 e 50m”. Per tale motivo essi sono stati presentati con maggiore livello di dettaglio in modo da permettere a chiunque di ricavare le maggiori informazioni possibili. Si fa presente che in alcuni dei lavori presentati sono state aggiunte delle osservazioni personali con l’intendo di facilitare la lettura degli argomenti trattati. Considerando la complessità degli stessi, si spera, come già detto, di aver interpretato nel migliore dei modi gli argomenti presi in considerazione. Comunque se ci fossero dubbi in merito, tutte le fonti di documentazione citate sono anche linkati in modo che sia sempre possibile far riferimento ai documenti originali. Ciò è vero per tutta la documentazione citata tranne che per il libro della Melania Cavelli per le limitazioni dei diritti di autore.

Ing. Arturo Matano

Si riporta la bibliografia integrale, con i relativi link, di tutti gli articoli analizzati e citati nel documento “Indagini sulla Centrale del Garigliano“.

BIBLIOGRAFIA

[1] Melania Cavelli.: “Il veleno nella coda. “Il problema dello smantellamento delle centrali nucleari”. WWF Quaderni 8. Alma Arti Grafiche, 1987.

[2] A. Brondi, O. Ferretti, e C. Papucci.  “Influenza dei Fattori Geomorfologici sulla distribuzione dei Radionuclidi. Un esempio: Dal M. Circeo al Volturno.”. Atti del Convegno italo-francese di radioprotezione. Firenze, 30 Maggio – 1 Giugno 1983.

[3] Decreto Legislativo. “230/1995“ modificato.

[4] Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio, ARPA Lazio et altri. “Valutazione Epidemiologica dello Stato di Salute della Popolazione Residente nelle Vicinanze delle Centrali Nucleari di Borgo Sabotino e Garigliano”. Febbraio 2011.

[5] S. Buso, F. Panozzo, I. Sperduti, P. Giorgi Rossi, P. Pezzotti, L. Buzzoni, L. Macci, C. Curatella, E. Bernazza. “Valutazione delle Dimensioni e delle Prestazionidi Diagnostica Ambulatoriale nelle Neoplasie della Tiroide in Provincia di Latina”. Sabaudia LT – 21-23 Aprile 2010 XV riunione ARTIUM.

[6] Alfredo Petteruti. “La Mostruosità Nucleare. Indagine sulla Centrale del Garigliano”. La Poligrafica – Gaeta, Marzo 1981.

[7] Carlo Marcantonio Tibaldi. “L’Inquinamento da Radionuclidi nelle Acque del Lazio MeridionaleCentro Studi – Il Golfo. 1985.

[8] Rudi H. Nussbaum.“La Childhood Leukemia and Cancers Near German Nuclear Reactors, KiKK”. VOL 15/NO 3, JUL/SEP 2009 • http://www.ijoeh.com.

[9] Produced by the Health Protection Agency for the Committee on Medical Aspects of Radiation in the Environment. “Committee on Medical Aspects of Radiation in the Environment (COMARE)” FOURTEENTH REPORT. 2011.

[10] ENEA-DISP.“Campagna Radioecologica di Controllo del Territorio. Centrale Nucleare del Garigliano. Settembre – Ottobre 1980.

[11] A. Petraglia, C. Sabbarese, F. Terrasi, L. Visciano. “L’Indagine Ambientale Straordinaria del 2002Prima Campagna straordinaria 2002, Convenzione DSA-SUN e SOGIN.

[12] F. Terrasi, C. Sabbarese, A. D’Onofrio, A. Petraglia, M. De Cesare, F. Quinto. “Seconda Campagna straordinaria “Misure di radioattività ambientale nei dintorni della centrale nucleare del Garigliano”. Campagna straordinaria 2008 – 2009 Convenzione DSA-SUN e SOGIN.

[13] A. Bruschi, O. Lavarello, C. Papucci, G. Raso, M. Riccomini, S. Sgorbini, G. Zurlini. “Distribuzione dei radionuclidi nell’ambiente marino antistante la centrale nucleare del Garigliano”. Enea Santa Teresa.

[14] C. Papucci, O. Lavarello. “Un esempio di analisi ecologica del sistema marino-costiero da Capo Circeo all’isola di Ischia. La distribuzione dei radionuclidi tra Capo Circeo e l’isola d’Ischia”. Atti convegno organizzato dall’Enea al centro di Santa Teresa La Spezia, 14 Giugno 1983.

[15] B. Anselmi, O. Ferretti, C. Papucci. “Studio preliminare dei sedimenti della piattaforma costiera nella zona della foce del Garigliano” Congresso SIMP di Cagliari.- 14 Ottobre 1891.

[16] R. Delfanti, C. Papucci.: “Distribuzione di 239Pu, 240Pu e 137Cs nei sedimenti del Golfo di Gaeta: osservazioni sui meccanismi di accumulo e sulle velocità di sedimentazione” ENEA Dip. PAS. Santa Teresa.

[17] Regolamento (Euratom) N. 2218/1989 Del Consiglio del 18 luglio 1989.

[18] Decreto Ministeriale 4 Agosto 1977

[19] Regolamento (CE) N. 733/2008 Del Consiglio del 15 luglio 2008.

[20]  Decreto Legislativo.: 06/06/1968.

 [21]  Rif. UNSCEAR 2000 . 

[22] C. Sabbarese, A.M. Esposito, L. Visciano, A. d’Onofrio C. Lubritto, F. Terrasi, V. Roca, S. Alfieri  and G. Migliore. “A monitoring network of the radioactive releases due to Garigliano nuclear power plant decommissioning”. EDP Sciences, 2005.

 [23] WHO Library Cataloguing-in-Publication Data. “Guidelines for Drinking-water Quality” World Health Organization 2006.

[24]  Aspetti pratici, Linee guida Acqua.  

[25]  Acqua, Normativa Radioattività.  

[26]  A. Sakaguchi, K. Kawai, P. Steier , F. Quinto, K. Mino, J. Tomita, M. Hoshi, N. Whitehead, M. Yamamoto. “First results on 236U levels in global fallout”. Science of the Total Environment 407 (2009) 4238–4242. journal homepage: http://www.elsevi e r.com/locate/scitotenv.  

[27] Boulyga SF, Heumann KG.”Determination of extremely low 236U/238U isotope ratios in environmental samples by sector-field inductively coupled plasma mass spectrometry using high-efficiency sample introduction.”  J. Env. Rad. 88 (2006). -Abstract.

 [28] F.Quinto, P.Steier, G.Wallner, A.Wallner, M.Srncik, M.Bichler, W.Kutschera, F.Terrasi, A.Petraglia, C.Sabbarese. “The first use of 236U in the general environment and near a shut down nuclear power plant”. Applied Radiation and Isotopes 67 (2009) 1775–1780. journal homepage: http://www.elsevier.com/locate/apradiso.  

[29] Roberta Delfanti and Carlo Papucci. “Mediterranean Sea”. ENEA-Marine Environment Research Centre, La Spezia, Italy.  

[30] C. D. Jennings, R. Delfanti and C. Papucci. “The Distribution and Inventory of Fallout Plutonium in Sediments of the Ligurian Sea near La Spezia, Italy”. Centro Ricerche Energia Ambiente – S. Teresa, ENEA, CP 316, 19100 La Spezia, Italy

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Primo ricercatore Enea
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