Insediamento Commissione Nucleare Centrale del Garigliano di Sessa Aurunca

Risposta al suddetto articolo apparso su Cronache di Caserta il 2 Marzo 2014.ArtCC

 Mi trovo mio malgrado a dover rispondere pubblicamente alle affermazioni rese anch’ esse pubbliche dal prof. Filippo Ianniello con il consenso della responsabile di Lega Ambiente di Sessa Aurunca prof.essa Giulia Casella.

In esse si cita che la mia posizione all’interno della Commissione non  sarebbe imparziale essendo io dipendente Enea; tale da comportare anche, in certi casi, una richiesta di ulteriore parere di un tecnico esterno.

Affermazioni riportate sul giornale Cronache di Caserta del 2 Marzo 2014  e rese a valle della riunione di insediamento della Commissione per la Centrale Nucleare Garigliano, quest’ultima come si sa dovrebbe seguire le azioni di decommissioning (già abbondantemente messe in atto dalla Sogin), sul sito dell’ impianto nucleare.

Premesso che non c’è nulla contro l’amico Filippo ed anche con Giulia, persone che rispetto e a cui sono legato  da un’amicizia di lunga data, ma reputo doveroso ora chiarire alcuni aspetti, dato che vengono citati soggetti come L’Enea e il mio operato professionale.

In risposta a queste affermazioni tengo a precisare che:

–          Per quanto riguarda  la mia onestà intellettuale per chi mi conosce bene sa che non si mette in dubbio.

–          La SOGIN è a tutti gli effetti una società pubblica, con un suo  Cda ed un suo Presidente che sono totalmente indipendenti dall’Enea.

–          La mia partecipazione nella Commissione avverrebbe senza nessun legame con l’essere dipendente Enea, d’altronde attualmente mi occupo di tutt’altra cosa.

–          Il sottoscritto, come sessano, è residente con la sua famiglia nelle vicinanze dell’impianto, ha quindi tutto l’interesse e le stesse preoccupazioni che hanno  tutti gli altri suoi concittadini; e questo già basta ed avanza a fugare ogni dubbio a tal proposito.

–          Io penso che il mio apporto, come Ingegnere Nucleare, nel seguire le operazioni di decommissioning di Garigliano, sia in termini di competenze che come abitante del luogo, debba essere visto come una opportunità del tutto eccezionale e non motivo d’ inquietudine e o di preoccupazione all’interno del gruppo di lavoro.

–          Il mio interesse per l’impianto di Garigliano non nasce oggi, ma risale agli anni della mia tesi  (fine anni 80) che feci proprio sul tema del Decommissioning di Impianti Nucleari di Potenza, quando l’impianto di Garigliano, da me più volte visitato, era ancora in fase di “Code di esercizio”, cioè entrava per la prima volta in Decommissioning. Poi negli ultimi dieci anni ho cercato di colmare la poca informazione e per certi versi anche contrastare quella cattiva che regnava da sola intorno a questo argomento, pubblicando vari articoli sul tema. Il tutto documentabile sul mio sito  “decommissioninggarigliano.wordpress.com”.

Per quanto riguarda, invece, la richiesta di ricorrere, in certi casi, anche al parere di un tecnico esterno al gruppo, vorrei precisare che, come ho già tenuto a dire, il compito della Commissione sarà certamente quello di seguire in modo critico ed attento le azioni posto in essere dalla SOGIN. Cioè quello di “controllare” nel senso di seguire e verificare che le azioni che sono state già progettate, pianificate e passate in rassegna a giudizio insindacabile dell’unico organo di Controllo e di Vigilanza in campo Nucleare in Italia che è l’ISPRA, vengano poi attuate cioè messe in pratica dall’unico soggetto attuatore che è la SOGIN. Ciò con tutte le prescrizioni raccomandazioni e vincoli del caso che l’organo di controllo vorrà rilasciare, in termini di programmazione di sequenza delle azioni, tempistica e non ultimo di attuazione delle fasi operative, nel rispetto dei vincoli normativi per quanto riguarda i limiti di soglia, le dosi assorbite, la sicurezza dei lavoratori e non ultimo anche in termini di scarichi radioattivi, vedi formula di scarico, che saranno necessariamente rilasciati all’ambiente circostante sotto forma di effluenti liquidi e gassosi.

In quest’ottica, tenendo presente che oramai nel settore del Decommissioning Nucleare non c’è poi più tanto da scoprire a livello scientifico, ma è un settore oramai abbastanza maturo che  fa ricorso  a strumentazione ed apparecchiature ad altissimo contenuto tecnologico, il tutto calato in un contesto normativo  ben definito, fatto di protocolli, norme tecniche e legislative molto rigide. Allora, alla luce di tutte le considerazioni fatte finora, penso che alla fine anche la figura di un solo perito nucleare possa bastare al caso.

Per concludere, dato che è stato già approvato il Decreto di Disattivazione totale dell’impianto in questione (12 Settembre 2012), direi che oramai siamo arrivati ad un punto che non ci si può più nascondere e o intorbidire ancora le cose, ma invece è giunto il momento di collaborare tutti assieme, con un unico obiettivo quello di liberare nel migliore dei modi la piana del Garigliano del suo “dente cariato”: l’ex Centrale Nucleare, che attualmente è ancora presente, ma che pian piano va rimossa del tutto fino ad arrivare ad avere l’area libera e priva anche da qualsiasi vincolo radiologico. Tutto ciò per evitare che il perdurare di una situazione stagnante nel tempo possa, invece, portare solo danno a tutto l’ambiente circostante e alle persone del luogo in termini sia di salute pubblica che di interessi economici.

Sessa li 3/3/2014                                                                Ing. Arturo Matano

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