Camino NPP Garigliano: Osservazioni

CAMINO CENTRALE NUCLEARE GARIGLIANO

Mi è stata formulata la seguente domanda riguardo la questione del camino della Centrale del Garigliano a cui ho cercato di rispondere ricorrendo a documentazione di progetto della Sogin.

Camino alto 90 metri

Camino alto 90 metri (altri 5 m interrati) da eliminare.

DOMANDA

Lo smantellamento della ciminiera, essendo un tecnica del tutto sperimentale, in caso di incidente potrebbe portare delle conseguenze quali emissioni di quantità radioattive fuori dai limiti consentiti.

Gli strumenti per il calcolo delle sostanze emesse vengono utilizzati solamente dalla società che svolge le operazioni? Quali sono le garanzie che voi come amministrazione, quindi rappresentanza della popolazioni, assicurate alla stessa.

RISPOSTA

 

Azione di scarifica

Nei settori della tecnica avanzata è normale  progettare e realizzare nuove apparecchiature che diventano poi prototipi (in questo caso si parla di robot, ma si tratta solo di una apparecchiatura articolata e remotizzata), finalizzate per scopi ben precisi ed  esclusivi. La  cui progettazione e realizzazione avviene rispettando specifiche tecniche che debbono essere conformi alle norme  tecniche di riferimento e verificando  poi la funzionalità e  la stabilità direttamente dalla documentazione progettuale. L’apparecchiatura in esame  sarà utilizzata per eseguire un’azione di scarifica della contaminazione della radioattività superficiale lungo il profilo interno del camino. La tecnica della scarifica non è nuova perché è stata già utilizzata come azione preliminare dal personale della Sogin per lo smantellamento del serbatoio del sistema piscina. In questo caso l’azione di scarifica ha permesso di rimuovere 1800MBq di contaminazione superficiale interna della strutture metalliche del serbatoio.

L’Uso del termine sperimentale relativo all’azione di scarifica è improprio perché non si tratta affrontare un fenomeno complesso o sconosciuto ma solo di realizzazione un’ azione frequente in tanti campi industriali mediante l’uso di una macchina robotizzata con controllo remoto che operi in un ambiente controllato al fine di evitare rilascio di polveri durante l’abbattimento della struttura in esame. Durante la messa in opera dell’apparecchiatura un suo malfunzionamento non può portare ad un incidente che possa estendersi al di là della zona controllata di rispetto, perché la macchina non è soggetta a nessun tipo di  esplosivi tali da diffondere le polveri sottili con rilascio della radioattività locale.

Caratterizzazione radioattiva

Si fa riferimento all’ultima caratterizzazione radiometrica fatta della struttura nel 1998 per la determinazione della contaminazione interna superficiale e quindi si considera cautelativamente il relativo l’inventario radioattivo del 1998. Si ha che lungo i primi 41 metri di altezza del camino, solo i primi  5 mm di profondità lungo la circonferenza del camino risulta leggermente contaminata, circa 5 tonnellate (2,2m3) per un totale pari a 28 MBq (pari a circa 0,76 mCI) e condizionabili come rifiuti di IIcat. che non richiederebbero il condizionamento. Tutto il resto del camino pari a circa 2000 ton (900 m3) presenta una attività specifica  (0,01Bq/gr) molto al di sotto di 1Bq/gr che è il limite massimo per smaltire in regime di esenzione un  rifiuto radioattivo.

Analisi incidentale

Per l’analisi di sicurezza va considerato che in caso di malfunzionamento che possa portare a frantumazione delle pareti lungo tutto il camino stesso, la maggiorparte della radioattività comunque rimarrebbe intrappolata localmente nel calcestruzzo stesso, la quantità delle polveri radioattive che si libererebbero sarebbero una percentualmente estremamente ridotta di 28Mq, ma che comunque porterebbe ad un impatto che sarebbe totalmente locale con nessun rischio radiologico per le zone circostanti e per i gruppi critici.

Rispetto alle cause incidentali, per avere un ordine di grandezza di riferimento, conviene considerare l’analisi di sicurezza eseguita tramite il codice di calcolo FRAMES per le situazioni incidentali del progetto Decommissioning della Centrale del Garigliano riferite al camino alto 30 m. Come massimo incidente possibile ipotizzabile si considera la rottura di un filtro HEPA in condizioni prossime alla saturazione del suo potere filtrante, posto alla base del camino stesso e con rilascio di tutta la radioattività contenuta nella formula di scarico per effluenti radioattivi, che è pari a 10 GBq  (FdS=100%) , con  composizione isotopica nel momento dell’evento al 01/01/2009.

Quindi stiamo parlando di un valore un valore di radioattività (rapporto tra 10GBq/28MBq) pari a  circa 357 volte più grande di tutta la radioattività intrappolata nei primi 41 metri del camino stesso  e che si libererebbe tutta (nell’arco di un anno) dalla sommità del camino (30 m), quindi con maggior effetto di diffusione realizzando il massimo impatto verso l’ambiente circostante.

Anche in queste condizione estremamente peggiori ed inverosimili che ci sarebbero, porterebbero ad una dose efficace  e quindi ad un rischio radiologico al gruppo di riferimento “ lavoratori non esposto” di 2.1 µSv/a e di  1,33 µSv/a al gruppo di riferimento “contadini bambini”, cosi come riportato sotto (Fonte Addendum Sogin).

Fonte Sogin. Addendum

Analisi incidentale. Fonte Sogin. Addendum

Si ricorda che 10 µSv/a rappresenta il limite di Non Rilevanza Radiologica al di sotto del quale la normativa italiana e internazionale stabilisce che non vi è alcun rischio radiologico.

Strumentazione e monitoraggio

L’Abbattimento del camino sarà fatto, seguendo le prescrizioni dell’ISPRA , da una ditta specializzata, con personale Sogin  e sotto la supervisione degli ispettori dell’Ispra-Arpa Campania. Le operazioni saranno monitorate mediante strumentazione proprietaria sia da Sogin che dell’Ispra-Arpa Campania.

Sessa A.  23 Marzo 2014                                                                   Ing. Arturo Matano

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Primo ricercatore Enea
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