Ritardo pubblicazione CNAPI

18 Ago

Perché ritarda la CNAPI? Perché non si riesce a pubblicarla?

Stiamo parlando della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee, cioè la mappa dei luoghi idonei ad ospitare il Deposito Nazionale con annesso il Parco Tecnologico, opera che deve accogliere tutti i rifiuti radioattivi presenti in Italia. Struttura che oltre ad essere necessaria ci viene imposto anche dall’Unione europea ( Dir 2011/77 EURATOM, recepita in Italia con DLgs 45/2014).

Timeline-Cnapi

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Volendo gli organi competenti di motivi validi per non pubblicare la mappa, ne possono trovare quanto ne vogliono. Ma quando invece i ritardi sono tanti e si accumulano sempre di più fino a diventare anni allora c’è qualcosa che non va più, al di la di qualsiasi passaggio e o autorizzazione burocratica che necessita al caso. Specialmente quando, poi, si parla di nucleare, allora, l’atteggiamento prevalente in Italia è quello del non fare niente.

Da noi questo argomento è oramai diventato un tabù, purtroppo è da molto tempo sfuggito dalle mani dei tecnici competenti del settore per essere alla mercè di tutt’altri soggetti: politici, amministratori dell’ultima ora o peggio ancora personaggi qualsiasi che appoggiati da organi di stampa compiacenti e da associazioni ambientaliste politicizzate, si mettono di traverso e lottano con qualsiasi mezzo, fino ad imporre la loro volontà, anche a prescindere da eventuali  esigenze di sicurezza che ci possono essere e o da impegni internazionali a cui l’Italia sia tenuta a rispondere.

Con la pubblicazione dei criteri di esclusione pubblicati dall’ISPRA, ente di controllo italiano in campo nucleare,  si può dire che sia da poco partito l’iter per l’individuazione del sito idoneo ad ospitare il Deposito Nazionale.  Sarà un percorso lungo e trasparente che vedrà la partecipazione di tutti i soggetti interessati al caso, ma purtroppo, anche se non è stata ancora pubblicata la carta dei siti, già sono forti e diffuse le proteste e le opposizioni dei luoghi che si sentono coinvolti.

Ora agli amministratori delle aree idonee, chiedo invece di valutare bene, con attenzione le enormi opportunità che ci saranno. Quest’ultime saranno generosissime, più uniche che rare, sia in termini economici, sia sotto forme di agevolazioni di vario tipo, sia in termini occupazionali e non ultimo anche come indotto e sviluppo sociale del luogo che alla fine dell’iter verrà prescelto. Perchè i vantaggi menzionati dureranno molto a lungo, in quanto  il Deposito avrà un arco temporale di oltre 3 secoli, tanto dovrà durare la gestione del deposito nazionale di cui si parla.

E tutto ciò non sarà fatto per monetizzare un danno all’ambiente in cambio, ma perché lo Stato attualmente si trova in difficoltà, sia per la patologica ostruzione che esiste in Italia su questi temi sia per evitare le salate multe provenienti dall’unione europea che ci saranno se non si arriva alla conclusione del problema dell’individuazione del sito nazionale dei rifiuti radioattivi. E per questi motivi lo stato italiano sarà costretto ad essere come detto molto generoso. Certamente vi chiedo di non ascoltare le voci di chi è contro ad una tale  scelta perché ne sanno meno di voi. Loro sono pronti a dirvi tutto e anche il contrario di tutto su qualsiasi argomento in questione.

Alla fine di questa nota mi permetto di dare un consiglio ai responsabili dei luoghi idonei e cioè quello di non occupare le strade e/o le autostrade, ma di mandare  i propri amministratori a visitare le varie realtà in cui già sono presenti ed operativi da molto tempo in Europa Depositi di Rifiuti Radioattivi, per verificare sul campo, quali sono le vere opportunità o le criticità per i luoghi che li ospitano.

D’altronde ci sarà pure un motivo perche in altre parti d’Europa si fa a gara per farsi assegnazione come area nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi ed in altre ancora si contende l’aggiudicazione a suon di carte bollate.

Forse alla fine di queste considerazione si riesce a capire un pò di più perché la CNAPI ritarda ad essere resa pubblica.  Ah, si diceva che per fine Agosto sarebbe finito la lunga attesa con la sua pubblicazione ed invece, alla data di oggi, siamo di nuovo in presenza dell’ennesimo rinvio.

Sessa Aurunca li  24 Agosto 2015                 Ing. Arturo Matano

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