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Osservazioni sul Rapporto Iss. Analisi Patologie Tumorali

8 Dic
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L’Obiettivo del seguente documento è quello di presentare alcune risultanze del voluminoso Dossier dell’Istituto Superiore della Sanità intitolatoStato di salute della popolazione residente nei Comuni già sedi di impianti nucleari: Analisi della mortalità, stima dei casi attesi e rassegna degli altri studi epidemiologici“.
Si tratta di uno studio epidemiologico che tratta lo stato di salute della popolazione dei comuni sedi di impianti nucleari, in esso si esegue un’analisi di mortalità per 62 tipi di patologie di malattie causa di morte.
Lo studio sostanzialmente analizza la situazione per 8 comuni che ospitano impianti nucleari tra cui anche il comune di Sessa Aurunca. 
Le nostre osservazioni invece focalizzeranno l’attenzione sulle sole patologie tumorali per le quali le radiazioni ionizzanti giocano un ruolo eziologico, cioè possono esserne la causa o una delle concause, così come riportato nel documento in esame.
Vengono non solo descritti i punti salienti del Rapporto ma si riportano anche alcune osservazioni personali.
A questo documento seguirà un altro che focalizzerà l’attenzione sulle sole risultanze del Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) relative al comune di Sessa Aurunca che ospita la centrale nucleare di Garigliano, ora in fase di smantellamento.
Per concludere si riportano le principali risultanze ufficiali fatte dagli autori del Rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità.
” La mortalità per molte patologie prese in esame è risultata inferiore a quella media regionale di riferimento con cui è stata confrontata e gli eccessi di mortalità osservati non possono essere direttamente attribuibili all’esposizione della popolazione alle dosi di radiazioni ionizzanti causate da rilasci di radioattività degli impianti in quanto sulla base delle stime riportate in questo rapporto le dosi che possono causare effetti osservabili in termini di incremento di mortalità avrebbero potuto essere prodotte solo da un continuo e rilevante funzionamento anomalo degli impianti “.
Si elencano sotto i dati di maggior rilievo dello studio su base comunale e per patologia tumorale.
Disaggregando i dati per comune e aggregando invece tutte le patologie tumorali sono da notare, un eccesso del +3% per il comune di Latina che ospita la centrale nucleare di Borgo Sabotino, per l’intero periodo di osservazione (1980-2008); il 20% in più del comune di Saluggia (1990-1999); ancora Latina con un +6% (periodo 1980-1989) e con minore potenza statistica va considerato anche il +34% del comune di Bosco Marengo (periodo 2000-2008).
Tutti questo eccessi di mortalità poi scompaiono se si considera il dato statistico che mette assieme tutti i comuni dello studio.
Rimanendo sempre al caso analizzato, vanno menzionati anche numerosi difetti di mortalità (cioè casi in meno rispetto a quelli attesi). Quello più evidente è il caso di Sessa Aurunca che ospita il sito nucleare della centrale del Garigliano, che presenta per l’intero periodo di osservazione un -13% di mortalità per l’insieme di tutte le patologie tumorali. Dato statisticamente significativo, viene confermato in tutti gli intervalli di osservazione, con un -11% (periodo 1980-2008), un -15% (1990-1999) e infine un -14% (2000-2008).
Per il sito che ospita la centrale nucleare di Trino si hanno i seguenti dati statisticamente significativi: -14% (per il periodo completo 1980-2008) e un -13% e un -20% rispettivamente nella I e III decade di osservazione. Lo stesso è stato trovato per il Centro Ricerche nucleare di Ispra con un -21% per l’intero periodo e un -26% e un -27% nella II e III decade.
Per tutti gli altri comuni che ospitano i restanti impianti nucleari si hanno i risultati che possono oscillare nel campo delle fluttuazioni statistiche.
Invece considerando il caso di studio che aggrega tutti i comuni e disaggrega le patologie tumorali si trovano tre casi da menzionare, anche se con bassa potenza statistica, e sono: il tumore alla pelle con un +83% (I decade); un +78% e un +24% rispettivamente  per il tumore per le ghiandole salivari e quello del rene e di altri organi urinari (II decade).
Nel caso in cui si omette il comune di Latina si trova un +50% per i tumori alla tiroide in tutto il e periodo di osservazione. Anche quest’ultimo dato è caratterizzato da una bassa potenza statistica.
Ultima osservazione, nel caso di aggregazione per comune e per patologie non si evidenziano dati di eccessi tumorali. Anzi escludendo il comune di Latina il risultato complessivo è un -9% di mortalità statisticamente significativa nell’ intero periodo di osservazione (1980-2008).
Leggi il documento…
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Considerazioni sui risultati della Radioattività Ambientale attorno alla Centrale Nucleare del Garigliano dell’ISPRA – Arpa Campania – Arpa Lazio

27 Mag

Il presente documento è orientato a facilitare la comprensione e la valutazione dei principali risultati delle misure ottenuti nella Campagna di Monitoraggio Ambientale condotta dall’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nonchè ente di controllo in campo nucleare in Italia. Il suddetto lavoro è stato eseguito in collaborazione con le Agenzie regionali per l’ambiente della Campania (ARPAC) e quella per la regione Lazio (ARPALazio).  Vai all’articolo…....

Centrale Garigliano

Centrale Garigliano -Monitoraggio Ambientale

Caorso: Approvato Decreto di Disattivazione della Centrale nucleare

28 Feb

Il 10 febbraio 2014 il Ministro dello Sviluppo Economico ha approvato il Decreto di Disattivazione della Centrale Nucleare di Caorso  (Allegato 1: Prescrizioni per la disattivazione, Allegato 2: Elenco operazioni rilevanti della disattivazione) . Ora potranno essere  avviate le operazioni di decontaminazione e smantellamento dell’edificio reattore e portare a termine le attività di decommissioning dell’impianto.E’ la terza centrale di potenza ad ottenere il via alla Disattivazione completa ed è il quarto dopo quelli ottenuti per l’impianto FN di Bosco Marengo e le centrali di Trino e Garigliano.

Centrale Caorso

Le operazioni saranno eseguite dalla Sogin nel rispetto delle prescrizioni impartite dall’Autorità di regolamentazione competente in materia di sicurezza nucleare, e consisteranno nella decontaminazione e nello smantellamento delle strutture nonché nella gestione, in conformità con i requisiti di sicurezza nucleare e di radioprotezione dei lavoratori, della popolazione e dell’ambiente, dei rifiuti radioattivi derivanti sia dal pregresso esercizio della centrale che dalle operazioni di decontaminazione e smantellamento.

La completa bonifica del sito avverrà una volta completato il trasferimento al Deposito nazionale di tutti i rifiuti radioattivi presenti.

La centrale di Caorso è di tipo BWR, Boiling Water Reactor, con una potenza di 860 MW, è stata progettata e realizzata negli anni settanta dal raggruppamento Enel – Ansaldo Meccanica Nucleare ed è stata in esercizio dal dicembre 1981 all’ottobre 1986.

Nel 1999 Sogin ha acquisito la proprietà dell’impianto – viene ricordato – con il compito di smantellarlo in modo sicuro e sostenibile, adottando i più severi standard di sicurezza.

Le operazioni relative alla disattivazione completa del sito nucleare dovranno essere eseguite così come illustrate nel documento  SOGIN  Doc. n: CA G 004 rev.1 – ” Centrale di Caorso. Disattivazione accelarata. Piano globale di Disattivazione Aggiornamento al 31/10/2010 che costituisce un compendio della documentazione relativa all’istanza prot. 01/8212 del 2 Agosto 2001. Le varie azioni di smantellamento saranno documentate in  Progetti di Disattivazione (PdD) ai cui faranno riferimento documentazione tecnica suddivisa in Progetti Particolareggiati (PP) e Piani Operativi (PO). Naturalmente ogni  azione deve essere inoltre sottoposta preventivamente  all’approvazione dell’ISPRA.

GLI INCIDENTI NUCLEARI E IL DECOMMISSIONING ITALIANO

22 Apr

Presentazione fatta il 22 Aprile 2013 a Napoli nella sede della CGIL della Regione Campania. In occasione della presentazione del libro dei colleghi dell’Enea Gaetano Borrelli e Bruna Felici. Esso mette in evidenza cosa è cambiato nella comunicazione e nella politica energetica italiana da quel giorno di 27 anni fa fino all’incidente di Fukushima.

Locandina

Locandina dell’evento

Il mio contribut0, invece, ha voluto mettere in evidenza un altro aspetto legato alle suddette  catastrofi nucleari. Quello della forte espansione che avrà il mercato del Decommissioning nei prossimi 20 – 30 anni. Cioè lo smantellamento e la rimozione degli impianti più complessi e pericolosi che l’uomo abbia mai costruito. Il fenomeno si evidenzia dal fatto  che dal 2000 il numero dei reattori spenti o messi fuori servizio ogni anno supera quelli che vengono attivati, ed esso è anche in aumento. Ciò è dovuto al fatto che questi incidenti  di vasta portata hanno incrinato fortemente la fiducia verso le centrali nucleari. In altre parole oggi si ha che 3 impianti nucleari su 4, in Europa, oramai vengono chiusi  non tanto per motivi di sicurezza o perchè sono a fine vita, ma perchè questi ultimi vengono visti antieconomici, minacciosi  e malsopportati dalle popolazioni limitrofe. Si prevede in futuro un giro di affari nella sola Europa dell’ordine di 110 MLD per il solo smantellamento e 160 MLD per la bonifica, Altri aspetti non meno importanti sono la ricaduta occupazionale legata alla domanda di figure professionali altamente specializzate (si stima 12000 in Italia nuovi occupati nell’indotto  e 44000 nella Ue) e quello della gigantesca bonifica ambientale che il programma di Decommissioning italiano vuole realizzare nel campo del nucleare. Ultima considerazione è la posizione di leader che  l’Italia  potrebbe avere in questo settore in Europa ed anche nel mondo, sia per il fatto che il programma  da noi è già partito e sia perchè è possibile  acquisire know how  direttamente sul campo con gli impianti e le Centrali Nucleari  che si stanno dismettendo. Vai alla  presentazione…..

PIANO SMANTELLAMENTO CENTRALE NUCLEARE TRINO

12 Ott

La Sogin ha presentato il Piano di smantellamento totale della Centrale nucleare di Trino di tipo PWR (Reattore ad acqua pressurrizato). Si può dire che esso sia già stato avviato.

Centrale nucleare Trino Vercellese

Centrale nucleare Trino Vercellese – Sala controllo

L’impianto  chiamato ”Enrico Fermi” e’ stata la prima Centrale nucleare di tipo industriale italiana, entrata in esercizio nel 1965. Quando fu chiusa aveva prodotto 26 MLD di kWh di energia elettrica.

La centrale di Trino è stata anche la prima delle quattro centrali nucleari italiane ad aver ottenuto il decreto di disattivazione, che è stato approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico il 6 agosto 2012.

E’ previsto per il 2024 il raggiungimento finale a ”prato verde’, privo di qualsiasi vincolo radiologico. La quantità di rifiuti prodotti si aggira intorno ai 214 mila tonnellate. di cui solo 2 mila tonnellate saranno i rifiuti radioattivi da trattare. Essi saranno stoccati nei depositi temporanei previsti sul sito in questione, in attesa di un loro successivo conferimento al Deposito Nazionale.

L’investimento complessivo è previsto di 234 milioni di €. Già  sono stati spesi 34 mln per le attivita’ di decommissioning e 52 mln per il conferimento dei rifiuti al deposito nazionale

I lavori ancora da fare saranno articolati in 4 fasi:

  1. Adeguamenti dei depositi temporanei;
  2. Realizzazione delle facilities di supporto ai lavori di decommissioning;
  3. Smantellamento dei sistemi e dei componenti dell”’isola nucleare”;
  4. Rilascio del sito senza vincoli di natura radiologica.

Il tutto sarà progettato, realizzato e monitorato in modo da non produrre alcun impatto sia radiologico sia convenzionale sull’ambiente.

Ad oggi le fasi che sono state portate a termine riguardano:

  • demolizione delle torri di raffreddamento;
  • l’abbattimento della torre metereologica;
  • la decontaminazione dei generatori di vapore;
  • lo smantellamento degli edifici che ospitavano i generatori diesel d’emergenza;
  • la rimozione della traversa sul Po;
  • la bonifica dell’amianto;
  • lo smantellamento dei componenti dell’edificio turbina;
  • la rimozione dei sistemi ausiliari non contaminati della zona controllata. 

GARIGLIANO: APPROVATO DECRETO DISATTIVAZIONE DELLA CENTRALE NUCLEARE

4 Ott

MERCOLEDÌ 03 OTTOBRE 2012 10:55

Centrale Nucleare Garigliano, BWR I gen.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha approvato il Decreto di Disattivazione che autorizza lo smantellamento della centrale nucleare “Garigliano” di Sessa Aurunca (CE).

Con il Decreto dirigenziale 28 settembre 2012, Sogin (la società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi) è stata autorizzata ad eseguire le operazioni – sotto la vigilanza dell’Ispra – connesse alla disattivazione accelerata della centrale in un’unica fase, fino al rilascio incondizionato del sito.

Le operazioni dovranno essere eseguite secondo quanto indicato nel documento Sogin Doc. Gr Dr 00131 rev.1 “Centrale Nucleare del Garigliano – Rapporto di aggiornamento complessivo del Piano di disattivazione” del 20 ottobre 2011, nel rispetto di una serie di condizioni indicate nell’articolo 2 del decreto dirigenziale del MISE.

Disattivazione Centrale Nucleare Garigliano

Disattivazione Centrale Nucleare Garigliano

Il Decreto dirigenziale 28 settembre 2012 autorizza la disattivazione della Centrale Nucleare del Garigliano, sita in via Appia km 160,400 – 81037 Loc. San Venditto di Sessa Aurunca (CE), della Società Sogin S.p.A., ai sensi dell’art. 55 del Decreto legislativo n. 230/95 e s.m.i. e dell’art. 24, comma 4, del Decreto Legge n. 1/12, convertito con modificazioni nella Legge n. 27/12.

Il Decreto è corredato da condizioni e prescrizioni atte a regolare, nel pieno rispetto del requisiti di sicurezza nucleare e di radioprotezione, le operazioni di disattivazione fino al rilascio del sito senza vincoli di natura radiologica.

Allegato 1 – Prescrizioni per la disattivazione

Allegato 2 – Elenco delle attività rilevanti per la sicurezza nucleare e per la radioprotezione

Lettera di trasmissione del Decreto dirigenziale

CAORSO: Smantellato l’edificio turbina della centrale

8 Ago

Decontaminate in tutto 9.400 tonnellate di sistemi e componenti metallici, di cui il 98% è stato riciclato

Smontaggio turbina

Dopo quasi 26 anni dalla fine della produzione e a 22 anni dalla definitiva chiusura, sono terminati nella centrale nucleare di Caorso, in provincia di Piacenza, i lavori di smantellamento e decontaminazione dei componenti dell’edificio turbina. Dopo la rimozione delle turbine e del turboalternatore, altre 6.500 tonnellate di materiali e componenti metallici del ciclo termico dell’edificio turbina sono stati smantellati e decontaminati. Durante i lavori sono state effettuate oltre 77 mila misure radiologiche sui materiali smantellati. Lo rende noto la Sogin, la società statale che si occupa della bonifica ambientale dei siti nucleari e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi provenienti dalle attività medico-ospedaliere, industriali e di ricerca.

COMPLESSITÀ – «La complessità di questo lavoro ha richiesto la programmazione e lo svolgimento ordinato di ogni intervento», ha dichiarato Giuseppe Nucci, amministratore delegato di Sogin. «Per terminare la bonifica dei siti nucleari, la più grande bonifica ambientale della storia in Italia, sono previste attività per 5 miliardi di euro e circa 2,5 miliardi per la realizzazione del Parco tecnologico, comprensivo del Deposito nazionale per i rifiuti radioattivi».

SMANTELLAMENTO – A Caorso sono state finora complessivamente smantellate, decontaminate e allontanate dal sito circa 9.400 tonnellate di sistemi e componenti metallici, il 62% del metallo originariamente presente. Ogni elemento è stato contrassegnato con un codice identificativo e una scheda riassuntiva delle sue caratteristiche radiologiche e delle lavorazioni a cui è stato sottoposto, per consentirne la tracciabilità di ciascun componente fino al conferimento in fonderia di ogni singolo elemento. Le attività hanno consentito di riciclare il 98% del metallo derivante dallo smantellamento.