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PIANO SMANTELLAMENTO CENTRALE NUCLEARE TRINO

12 Ott

La Sogin ha presentato il Piano di smantellamento totale della Centrale nucleare di Trino di tipo PWR (Reattore ad acqua pressurrizato). Si può dire che esso sia già stato avviato.

Centrale nucleare Trino Vercellese

Centrale nucleare Trino Vercellese – Sala controllo

L’impianto  chiamato ”Enrico Fermi” e’ stata la prima Centrale nucleare di tipo industriale italiana, entrata in esercizio nel 1965. Quando fu chiusa aveva prodotto 26 MLD di kWh di energia elettrica.

La centrale di Trino è stata anche la prima delle quattro centrali nucleari italiane ad aver ottenuto il decreto di disattivazione, che è stato approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico il 6 agosto 2012.

E’ previsto per il 2024 il raggiungimento finale a ”prato verde’, privo di qualsiasi vincolo radiologico. La quantità di rifiuti prodotti si aggira intorno ai 214 mila tonnellate. di cui solo 2 mila tonnellate saranno i rifiuti radioattivi da trattare. Essi saranno stoccati nei depositi temporanei previsti sul sito in questione, in attesa di un loro successivo conferimento al Deposito Nazionale.

L’investimento complessivo è previsto di 234 milioni di €. Già  sono stati spesi 34 mln per le attivita’ di decommissioning e 52 mln per il conferimento dei rifiuti al deposito nazionale

I lavori ancora da fare saranno articolati in 4 fasi:

  1. Adeguamenti dei depositi temporanei;
  2. Realizzazione delle facilities di supporto ai lavori di decommissioning;
  3. Smantellamento dei sistemi e dei componenti dell”’isola nucleare”;
  4. Rilascio del sito senza vincoli di natura radiologica.

Il tutto sarà progettato, realizzato e monitorato in modo da non produrre alcun impatto sia radiologico sia convenzionale sull’ambiente.

Ad oggi le fasi che sono state portate a termine riguardano:

  • demolizione delle torri di raffreddamento;
  • l’abbattimento della torre metereologica;
  • la decontaminazione dei generatori di vapore;
  • lo smantellamento degli edifici che ospitavano i generatori diesel d’emergenza;
  • la rimozione della traversa sul Po;
  • la bonifica dell’amianto;
  • lo smantellamento dei componenti dell’edificio turbina;
  • la rimozione dei sistemi ausiliari non contaminati della zona controllata. 

TRINO Approvato il decreto di disattivazione totale

8 Ago

A 25 anni dalla fine dell’attività. Il sito sarà completamente bonificato nel 2024

Trino

Centrale nucleare Trino

Il ministero dello Sviluppo economico ha approvato il decreto per lo smantellamento definitivo della centrale nucleare di Trino (Vercelli), non più in attività dal 1987. Lo rende noto la Sogin (società di Stato per la bonifica dei siti nucleari) in un comunicato. La centrale piemontese è la prima delle quattro centrali nucleari italiane (le altre sono quelle di Caorso, Latina e Garigliano) a ottenere il decreto che consente di avviare le attività per la bonifica completa del sito con lo smantellamento e la decontaminazione.  L’Approvazione segue il parere favorevole dell’Autorità di sicurezza nucleare (Ispra) e delle altre Istituzioni competenti.  La centrale di Trino è la prima delle quattro centrali nucleari italiane ad ottenere il decreto di disattivazione, che consente di avviare le attività per la bonifica completa del sito con lo smantellamento e la decontaminazione dell’isola nucleare.

DATE – Per la bonifica dell’impianto di Trino, il piano della Sogin prevede circa 234 milioni di euro per le attività di smantellamento, di cui circa 52 milioni per il conferimento dei rifiuti al deposito nazionale. Conclusa la bonifica, il sito sarà restituito al territorio per il suo riutilizzo nel 2024, mentre il completamento delle operazioni di smantellamento (in cui i rifiuti radioattivi sono temporaneamente stoccati nel sito in attesa del loro trasferimento al deposito nazionale) è previsto per il 2019.

La centrale Enrico Fermi di Trino ha rappresentato la prima iniziativa industriale italiana nel settore nucleare. L’impianto entrò in esercizio nel 1965 e ha complessivamente prodotto 26 miliardi di kWh di energia elettrica.

Anche se precedentemente  il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, in risposta ad un question time alla Camera, ha detto che riguardo la notizia dei 12  anni previsti per lo smantellamento totale della centrale, va presa con prudenza considerato che viene da Sogin, la società che dal 1999 è proprietaria della centrale (e delle altre ex centrali italiane) e che deve procedere al decommissioning, cioè allo smantellamento degli impianti, alla sistemazione dei materiali radioattivi presenti nel sito e al recupero dell’area.
«Lo stato di avanzamento dello smantellamento dell’impianto nucleare di Trino Vercellese al 2011 è stato valutato dalla Sogin pari al 14% e il 2024 è l’anno stimato quale data presumibile di rilascio del sito senza vincoli di natura radiologica – ha dichiarato Clini –

COSTI: I costi di mantenimento della centrale sono stimati, sempre dalla Sogin, in circa 4,5 milioni di euro l’anno».
Per l’attuazione del processo di smantellamento, ha fatto presente il ministro, «occorre sbloccare la situazione anche del combustibile nucleare, attualmente stoccato nella centrale di Trino (circa 15 tonnellate di biossido di uranio) e destinato ad essere trasferito in Francia per il riprocessamento. I trasporti, previsti in origine per l’anno 2011, stanno subendo ritardi nei tempi a causa della sospensione delle spedizioni decretata dal Prefetto di Vercelli nel giugno scorso, in seguito alle manifestazioni No-Tav».
Il ministro ha poi fornito i numeri sul volume dei rifiuti stoccati in centrale: a fine 2010 erano 1.150 metri cubi, mentre i volumi massimi da conferire al deposito nazionale (che ancora non c’è e di questo passo rimangono dubbi anche per il 2024) dopo le attività di smantellamento saranno di circa 4.200 metri cubi. Clini ha concluso dicendo che sarà probabilmente autorizzata entro l’estate dal ministero dello Sviluppo economico la disattivazione definitiva dell’impianto di Trino Vercellese.

DOCUMENTAZIONE TECNICA SU TRINO

10 Mag

Vengono elencati alcuni link relativi alla documentazione tecnica sulla centrale nucleare di Trino:

Trino

Il Decommissioning della Centrale nucleare di Trino  (Dott. Davide Galli)

DECRETO VIA DECOMMISSIONING NPP TRINO

6 Gen

VIA favorevole per attività di decommissioning per ex centrale nucleare di TRINO

Il 16 gennaio 2009. è stato pubblicato oggi il decreto di compatibilità ambientale  (VIA) per il progetto di decommissioning della centrale nucleare Enrico Fermi di Trino,  che raccoglie il parere favorevole della Regione Piemonte, del ministero dei Beni  culturali e della commissione per la valutazione di impatto ambientale del ministero  dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.   L’autorizzazione finale per lo smantellamento dell’impianto, che si concluderà nel 2013,  è ora attesa entro il primo semestre dell’anno.  La centrale nucleare di Trino sarà la prima delle quattro centrali nucleari italiane a  essere smantellata.

Leggi il Decreto VIA

Chiarimenti sulla procedura VIA

La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è una procedura tecnico-amministrativa di supporto per l’autorità decisionale (Pubblica Amministrazione) finalizzato a individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali prodotti dell’attuazione di un determinato progetto. Essa si basa sia sulle informazioni fornite dal proponente del progetto, sia sulla consulenza data da altre strutture della pubblica amministrazione, sia sulla partecipazione della gente e dei gruppi sociali.

Nella VIA sono valutati e computati impatti ambientali diretti o indiretti, a breve o lungo termine, permanenti o temporanei, singoli o cumulativi.
La VIA viene effettuata considerando i seguenti fattori ambientali, anche in correlazione tra di loro:

  • essere umano, fauna e flora
  • suolo, acqua, aria, fattori climatici e paesaggio;
  • beni materiali e patrimonio culturale.

Di supporto alla VIA il proponente il progetto deve presentare lo Studio di Impatto Ambientale ( S.I.A.) al fine di indirizzare il proponente di un’opera alla completa e sufficiente analisi delle componenti ambientali interessate dal progetto.
Il S.I.A. è lo strumento centrale della VIA che fornisce gli elementi tecnici sugli impatti ambientali dell’opera pertinenti a valutare la sua compatibilità con il contesto ambientale. I contenuti del S.I.A. in genere comprendono indicatori ambientali, carte tematiche, mappe con inserimento del progetto e delle opere ausiliarie, schizzi, foto e restituzioni grafiche del sito ante e post l’intervento stesso. Per la redazione dei punti più specialistici del S.I.A. e per valutarne i contenuti vengono normalmente consultati esperti..

Le decisioni di VIA si basano soprattutto sui contenuti del S.I.A. e delle osservazioni pervenute. Qualora il S.I.A. risulti inadeguato si richiedono integrazioni. Entro i termini predefiniti dalla normativa l’autorità competente si pronuncia sulla compatibilità ambientale del progetto presentato. L’eventuale pronuncia favorevole contiene tra l’altro le prescrizioni necessarie per la mitigazione degli impatti sfavorevoli sull’ambiente. Le decisioni sulla compatibilità ambientale e le informazioni relative al progetto devono essere diffuse e pubblicate, a cura del proponente, su quotidiani, bollettini e su organi ufficiali delle amministrazioni.

Obiettivi del monitoraggio ambientale sono valutare l’accuratezza delle stime preliminari e assicurarsi che non si verifichino impatti imprevisti. In sostanza il monitoraggio serve per tenere sotto controllo la situazione durante le varie fasi di vita degli interventi sottoposti a VIA dopo la loro approvazione. Possono essere previste misure di monitoraggio finalizzate alla verifica dei parametri di progetto e degli impatti nel tempo e nello spazio, delle azioni realizzate.

CENTRALE NUCLEARE DI TRINO

5 Gen

La centrale nucleare “Enrico Fermi” di Trino è il frutto della prima iniziativa industriale avviata in Italia in campo nucleare.
Il 14 ottobre del 1955, all’indomani della Conferenza di Ginevra “Atoms for Peace”, la Edison chiese a tutti i principali costruttori di reattori un’offerta per la realizzazione della prima centrale nucleare italiana.

Nel dicembre 1955 fu costituita la società SELNI con sottoscrizione paritetica del capitale da parte di elettroproduttori privati (Edison, SADE, Romana, SELT-Valdarno e SGES) e pubblici (IRI-Finelettrica con SME, SIP, Terni e Trentina).
Nel dicembre ‘56 la Edison sottoscriveva con la Westinghouse una lettera d’intenti per la fornitura di un reattore PWR da 134 Mw subordinata alla conclusione di un accordo Italia-USA per la fornitura di combustibile nucleare e la concessione di un finanziamento Eximbank.
Nell’aprile ‘57 l’iniziativa della Edison era trasferita alla SELNI, il cui controllo era assunto dalla Edison. Alla fine del ‘57 un pool formato da IMI ed Eximbank sottoscrisse il finanziamento dell’impresa per 34 milioni di dollari. Per la localizzazione dell’impianto fu accettato un terreno offerto dal comune di Trino
I lavori per la costruzione della centrale iniziarono nel ‘61 e si conclusero in meno di tre anni. Il 21 giugno 1964 il reattore raggiunse la prima criticità e a partire dal 22 ottobre 1964 iniziò a immettere elettricità in rete, operando – per effetto delle trasformazioni apportate al primo progetto – con una potenza elettrica di targa di 270 Mw.
Nel 1966, per effetto della legge sulla nazionalizzazione elettrica, la proprietà della centrale passò all’ENEL.
Il reattore fu fermato nel ‘67 a causa di problemi tecnici allo schermo radiale del nocciolo e fu riavviato nel 1970 dopo gli interventi di riparazione. Una seconda fermata fu imposta nel 1979 per gli adeguamenti decisi in seguito all’incidente di Three Mile Island (USA). I lavori tennero fermo il reattore fino a tutto il 1982. Dopo il riavvio il reattore di Trino continuò ad operare fino al 1987.

Nel 1987, dopo l’ultima fermata per la ricarica del combustibile, la centrale di Trino non fu riavviata, in attesa delle decisioni del Governo conseguenti al mutamento degli indirizzi di politica energetica seguiti al referendum dell’87. Nel luglio 1990 il CIPE dispose la sua chiusura definitiva, dando mandato all’ENEL di predisporre il piano di decommissioning.
Fino al momento della sua fermata definitiva la centrale ha operato con il migliore standard di rendimento fra le centrali nucleari italiane, producendo complessivamente 26 miliardi di kWh di elettricità, equivalente a tredici volte il fabbisogno annuo dell’87 della provincia di Vercelli (2 miliardi di kWh).

Nel novembre 1999 la proprietà della centrale – così come per le altre tre centrali nucleari italiane – è stata trasferita a SOGIN, che ha il mandato di procedere alla sistemazione dei materiali radioattivi presenti nel sito, allo smantellamento della centrale e al recupero e alla valorizzazione dell’area.
Nel 2000 SOGIN ha predisposto e presentato alle competenti autorità il progetto globale di smantellamento dell’impianto.